Follonica 2026: dietro ogni percorso, una storia di passione e lavoro di squadra

Dal primo sopralluogo ai Campionati Italiani per Associazioni: il racconto di quattro persone che hanno condiviso idee, difficoltà, emozioni e la voglia di far conoscere la marcia di regolarità.

A cura di Sabrina Fogazzi, Commissario Regionale Marcia di Regolarità Lombardia e il suo omologo Veneto Paolo Torresan, Severino Bonetti Referente per i sentieri del nord e Angelo Latorre Vicepresidente CR Toscana

Tutto è cominciato da una mappa, qualche idea e tanta voglia di fare

Ci sono eventi che si vivono in pochi giorni, ma che iniziano a prendere forma molti mesi prima. Eventi che nascono attorno a un tavolo o come in questo caso via Zoom, osservando una mappa, immaginando percorsi, confrontando idee e cercando di capire se quello che sulla carta sembra possibile possa davvero trasformarsi in realtà. Tra queste prime idee ha fatto capolino la località di Gerfalco, all’interno del parco delle colline Metallifere.

Per noi, il Raduno Nazionale FIE di Follonica, dal 23 al 25 ottobre 2026, con al suo interno i Campionati Italiani per Associazioni di Marcia di Regolarità, è cominciato proprio così.

Le prime valutazioni, le discussioni sui tracciati, le ipotesi di percorso e la necessità di individuare territori capaci di ospitare una manifestazione nazionale sono state il punto di partenza di un’avventura che, con il passare del tempo, ci avrebbe coinvolto sempre di più.

Gerfalco fin dai primi sopralluoghi ha mostrato le proprie potenzialità. Le prime uscite sul territorio, le verifiche dei sentieri e le immancabili misurazioni con la ruota sembravano avere tutte le caratteristiche per ospitare una competizione nazionale di marcia di regolarità: giusti dislivelli, kilometraggio e sentieri adatti a poter controllare il proprio passo, come la disciplina sportiva richiede, aggiungendo poi dei panorami mozzafiato il mix era perfetto.

Fondamentale è stato il lavoro di Angelo Latorre, che ha curato gli incontri con l’amministrazione comunale, creando le condizioni per affrontare e risolvere le diverse problematiche organizzative.

Follonica: quando trovare il percorso giusto diventa una sfida

Se Gerfalco ci aveva convinti quasi immediatamente, Follonica ci ha dato decisamente più da pensare.

Individuare un percorso capace di rispondere alle esigenze tecniche della marcia di regolarità non è stato semplice. Sono servite più uscite, nuove valutazioni, confronti e modifiche alle ipotesi iniziali.

Chi pratica questa disciplina sa bene che non basta trovare un bel sentiero. Occorre valutare distanze, caratteristiche del terreno, possibilità di effettuare i controlli e tutto ciò che permette di costruire una gara tecnicamente valida, equilibrata e sicura. Le prime ipotesi di partenza ed arrivo nella zona nord del Parco di Montioni avrebbe mostrato un percorso interamente chiuso nella fitta vegetazione e poco piacevole dal punto di vista panoramico. E così abbiamo continuato a cercare, a misurare, a cambiare percorsi, a discutere e a volte a ricominciare tutto da zero.

La distanza geografica dai territori non facilitava certamente il lavoro. Ogni sopralluogo richiedeva organizzazione e tempo, mentre tra un’uscita e l’altra continuavano i confronti, le telefonate e lo scambio di idee. Tra queste la scelta di collocare il percorso nelle vicinanze del Villaggio MareSi è stata quella definitiva.

Man mano che il tempo passava, il progetto prendeva forma. I percorsi cominciavano a essere definiti, le soluzioni trovate e i tanti tasselli organizzativi si avvicinavano alla loro collocazione finale.

Ma insieme alla soddisfazione cresceva anche un’altra sensazione, che oggi possiamo confessare con un sorriso: l’ansia da prestazione! Perché quando si lavora per mesi ad un evento, quando si conoscono tutti i dettagli e si è consapevoli delle responsabilità, la domanda diventa inevitabile: avremo pensato davvero a tutto?

Non soltanto gare: il venerdì dedicato a far conoscere la marcia

Fin dalle prime fasi organizzative, il nostro pensiero non era rivolto esclusivamente alle due giornate di Campionato.

Il Raduno Nazionale FIE rappresentava un’occasione preziosa per incontrare escursionisti provenienti da diverse regioni italiane e far conoscere loro una disciplina che, pur facendo parte del mondo federale, non tutti avevano ancora avuto l’opportunità di sperimentare; partiamo dall’esperienza positiva di presentazione della marcia di regolarità che da qualche anno abbiamo inserito nei raduni regionali di Veneto e Lombardia.

Abbiamo quindi deciso di dedicare il pomeriggio di venerdì 23 ottobre ad una dimostrazione pratica di marcia di regolarità, inserendo anche la prova finale per alcuni istruttori che avevano seguito il percorso formativo concluso da poco.

Le iscrizioni ci avevano già dato un segnale incoraggiante: 44 persone avevano manifestato interesse, e circa una trentina si sono effettivamente presentate per partecipare all’attività.

Non tutto, però, è stato semplice neppure in questa occasione.

Non avendo ottenuto l’autorizzazione a svolgere l’attività all’esterno della struttura, abbiamo dovuto ripensare la dimostrazione utilizzando gli spazi disponibili all’interno del Villaggio Maresì. È nato così un percorso di circa 1.300 metri, interamente tracciato all’interno del villaggio e contrassegnato con una linea ogni 100 metri. Una soluzione costruita con ciò che avevamo a disposizione, ma capace di offrire ai partecipanti un’esperienza concreta della disciplina.

Ogni istruttore ha seguito due o tre persone, mettendo in pratica metodi e nozioni appresi durante il corso, arricchiti dall’esperienza personale e dalla capacità di adattare le spiegazioni a chi si avvicinava per la prima volta alla marcia.

E ancora una volta è accaduto qualcosa che conosciamo bene, ma che continua a sorprenderci: l’entusiasmo di chi prova la marcia di regolarità per la prima volta.

Le domande, la curiosità, il desiderio di capire come mantenere un’andatura, come interpretare i tempi e come affrontare un percorso hanno trasformato il pomeriggio in un autentico momento di condivisione.

Marcia ed escursionismo: due mondi molto più vicini di quanto si pensi

Questa esperienza ci ha confermato una convinzione che accompagna da tempo il nostro impegno nella Federazione.

Il mondo della marcia di regolarità e quello dell’escursionismo hanno moltissimi punti in comune. Entrambi nascono dal piacere di camminare, dalla conoscenza del territorio, dall’attenzione all’ambiente e dalla capacità di vivere la montagna con consapevolezza.

La marcia aggiunge una componente tecnica ed agonistica, fatta di ritmo, precisione, concentrazione e gestione del tempo, ma non perde il legame con quei valori che accomunano tutti coloro che amano camminare. La dimostrazione del venerdì ne è stata una prova concreta.

Particolarmente significative sono state le richieste arrivate da partecipanti di Basilicata e Puglia, interessati a ricevere materiale informativo e a organizzare incontri dimostrativi presso le proprie associazioni. Per noi è stata una delle soddisfazioni più belle.

Perché il successo di un’iniziativa non si misura soltanto con il numero dei partecipanti, ma anche con la curiosità che riesce a suscitare e con le opportunità che lascia aperte.

Sapere che qualcuno, tornando nella propria regione, desidera far conoscere questa disciplina ad altre persone significa aver raggiunto e centrato un obiettivo importante.

La marcia di regolarità può crescere anche attraverso questi incontri, un passo alla volta.

Il valore dei giovani e di chi sceglie di mettersi in gioco

Tra le persone che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa vogliamo riservare una menzione particolare a Martina Orizio, la più giovane tra i corsisti istruttori.

Martina si è unita al gruppo dello staff percorsi gare e, durante la settimana, ha dimostrato grande volontà, disponibilità e desiderio di fare squadra.

Il suo entusiasmo e la sua capacità di inserirsi nel lavoro comune rappresentano un segnale importante.

In una disciplina nella quale esperienza e conoscenze tecniche hanno un valore fondamentale, vedere giovani pronti a imparare, collaborare e assumersi responsabilità è motivo di soddisfazione e fiducia nel futuro. Perché il futuro della marcia non dipende soltanto dalla capacità di organizzare belle gare, ma anche da quella di trasmettere competenze, passione e spirito di appartenenza alle nuove generazioni.

Gerfalco e Follonica: finalmente si gareggia!

Dopo mesi di preparazione, confronti, misurazioni e organizzazione, sono finalmente arrivate le due giornate dei Campionati Italiani per Associazioni.

Sabato 24 ottobre, a Gerfalco, la prova a coppie. Domenica 25 ottobre, a Follonica, la prova individuale.

Due territori differenti, due percorsi con caratteristiche proprie e un unico obiettivo: offrire agli atleti gare all’altezza dell’importanza dell’appuntamento nazionale. Le giornate sono trascorse velocemente, quasi troppo rispetto al lungo lavoro che le aveva precedute.

Naturalmente non sono mancati gli imprevisti. A Follonica, in particolare, abbiamo dovuto affrontare alcune interferenze esterne che hanno ostacolato la tracciatura del percorso, costringendoci a gestire ulteriori difficoltà proprio nella fase più delicata dell’organizzazione e a modificare in extremis una piccola parte di percorso. Situazioni che avremmo preferito evitare, ma che non hanno compromesso lo svolgimento della manifestazione.

Alla fine, grazie all’impegno dello staff e alla collaborazione di chi ha lavorato per la buona riuscita delle gare, entrambe le giornate si sono concluse positivamente.

Ed è stato proprio allora, vedendo gli atleti affrontare i percorsi che avevamo immaginato, studiato e misurato, che abbiamo potuto apprezzare fino in fondo il risultato del lavoro svolto. Ed i complimenti ricevuti a conclusione del raduno da molti atleti è stato il miglior ringraziamento.

Un Raduno Nazionale nell’anno degli 80 anni della FIE

Il Campionato si è inserito in un appuntamento dal significato particolare: il Raduno Nazionale di Escursionismo nell’anno dell’80° anniversario della Federazione Italiana Escursionismo. Tre giornate che hanno riunito escursionisti, marciatori, istruttori, accompagnatori e associazioni provenienti da territori diversi, offrendo occasioni di incontro, attività e condivisione.

Accanto alle competizioni di marcia di regolarità, il programma ha proposto escursioni nel Parco Naturale di Montioni e nell’area di Baratti e Populonia, oltre ad attività di avvicinamento alla marcia acquatica.

La serata del sabato, dedicata ai festeggiamenti federali e alle premiazioni, ha rappresentato un ulteriore momento di incontro tra le diverse anime della FIE.

Per noi, vedere la marcia di regolarità inserita in un contesto così ampio ha rafforzato la convinzione che la collaborazione tra le discipline sia una strada importante da continuare a percorrere.

Dietro ogni gara ci sono persone, non soltanto percorsi

Quando una manifestazione termina, restano le classifiche, le fotografie, i ricordi e, naturalmente, i commenti di chi ha partecipato.

Ma per chi ha lavorato alla sua realizzazione rimane anche molto altro. Rimangono i chilometri percorsi durante i sopralluoghi, le misurazioni con la ruota, i confronti, i dubbi, le telefonate, i problemi da risolvere e le decisioni da prendere. Rimangono la stanchezza, la tensione e quell’ansia che cresce inevitabilmente quando il giorno della gara si avvicina. Ma soprattutto rimane la soddisfazione di aver costruito qualcosa insieme e alla fine di aver fatto il miglior lavoro possibile.

Questa esperienza ci ha dimostrato quanto sia importante poter contare su persone che condividono un obiettivo, che sanno confrontarsi anche quando le opinioni sono diverse e che, davanti alle difficoltà, cercano soluzioni anziché fermarsi. La collaborazione tra regioni, il supporto ricevuto sul territorio toscano e il contributo di quanti si sono messi a disposizione hanno permesso di trasformare un progetto iniziale in una manifestazione nazionale. E se oggi dovessimo scegliere ciò che più ci porteremo a casa da Follonica 2026, probabilmente non sarebbe soltanto la soddisfazione per la riuscita delle gare.

Sarebbe la consapevolezza di aver fatto squadra, di aver contribuito a far conoscere la marcia di regolarità a nuove persone e di aver aperto qualche piccola porta verso il futuro. Perché un percorso si può disegnare su una carta, misurare con una ruota e segnare sul terreno. Ma per renderlo davvero speciale servono persone che credano e promuovano questo sport.

Ed è forse proprio questa la cosa più bella che Follonica 2026 ci ha lasciato.

Staff Marcia di regolarità

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