Il calendario dell’80° della FIE

Il 16 aprile 1946, al ventunesimo piano del Grattacielo Sud di piazza Dante a Genova, si teneva il Primo Convegno Nazionale di Escursionismo, nel quale veniva ufficialmente ratificata la fondazione della nuova FIE. Di conseguenza, nel 2026 la Federazione Italiana Escursionismo compie 80 anni, la stessa età della Repubblica Italiana, nata poche settimane dopo con il referendum del 2 giugno 1946.

Ottanta anni sono, e non metaforicamente, una vita e potrebbero essere vissuti come un traguardo, ma non è questo lo spirito con il quale si è deciso di affrontare questo anniversario. Si vuole infatti partire da questa lunga storia, prenderne atto, valutare il presente, per iniziare a costruire il futuro dell’escursionismo sociale. I primi passi, che ci porteranno alle celebrazioni vere e proprie in concomitanza con il Raduno Nazionale di Escursionismo che si terrà a Follonica (GR) nell’ottobre 2026, sono sostanzialmente stati due: la definizione del logo dell’80° (qui a destra) e una edizione del calendario molto diversa rispetto al consueto, la cui spedizione è in fase di preparazione.

Da quanto è nato, il calendario cerca di raccontare in maniera molto sintetica una storia: dalle avventure di Lorenzo Schia sui Sentieri Europei all’utilizzo della grande mole di materiale disponibile grazie al Photo Contest 2022 (la scorsa edizione, quella del 2025, tanto per fare un esempio, ha cercato di illustrare due temi di interesse per la Federazione: l’ambiente e la natura). Quest’anno – o forse è meglio dire l’anno prossimo… – la sfida è stata quella di tentare di costruire un ponte fra passato e futuro, passando ovviamente per il presente, in sintonia con la volontà di proiettare la FIE verso un traguardo lontano. Ed è stato necessario operare una serie di scelte, perché se da un lato abbiamo avuto la possibilità di consultare gli archivi, per rappresentare graficamente il futuro l’unica soluzione possibile è stata quella di avvalersi degli strumenti di intelligenza artificiale, ai quali è stato chiesto di immaginare come potrebbero essere l’escursionismo, lo sci, la marcia di regolarità, la marcia acquatica e l’accompagnamento dei disabili nel 2100.

Una richiesta apparentemente molto semplice, che ha però dato dei risultati interessanti. Ma non vogliamo anticipare nulla, perché la nostra intenzione non è quella di imporre delle soluzioni, ma di suscitare un dibattito, tramite il quale raccogliere e sviluppare idee da attuare. Comunque, dalla nostra piccola “escursione” nel futuro emerge che al centro di tutto ci sarà sempre l’uomo, inteso come specie, che cammina in un habitat naturale.

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