La “Colazione Contadina”, una passeggiata all’alba ideata da Marino Vezzosi e che da 9 anni il GEB – Gruppo Escursionisti Berardenga organizza la prima domenica di agosto.
Da qualche anno, la “Colazione Contadina” è effettuata a Villa a Sesta, dove il Circolo del borgo mette a disposizione i locali e la cucina. L’ampia area verde antistante fa da cornice, insieme al borgo, ad un’iniziativa che possiamo sintetizzar nel “porta aperta a chi porta”. Tutti si sbizzarriscono nel portare prelibatezze dolciarie, nel cucinare insieme piatti tipici della cosiddetta “colazione contadina”.
Dai colori e profumi dell’escursione all’alba, ai colori e profumi delle pietanze!
Arrivederci al prossimo anno e per il decennale!!
Cinzia
Una passeggiata all’alba e colazione contadina
A cura di Alessandra Piconi
Il silenzio della città alle 5:30 di mattina mi emoziona sempre.
Siena con le sue alte mura di cinta sembra dormire ancora, mentre il chiarore dell’alba inizia a far capolino in questa prima domenica di agosto.
Le previsioni meteo della giornata volgono al cupo: incerte precipitazioni a fine mattinata, ma sicure e abbondanti nel primo pomeriggio.
Gli zaini per l’occasione celano ombrellini richiudibili, mantelle e cappelli impermeabili, giacche in Gore-Tex e teli di spugna per ogni evenienza.
Anche stamani, come in altri trekking, Villa a Sesta ci ospita nei suoi giardini per uno scrupoloso controllo delle presenze, seguito da un veloce briefing informativo sul percorso da affrontare e poi via, si inizia il cammino: un anello di circa otto chilometri nel territorio di Castelnuovo Berardenga.
Questa volta il gruppo GEB è condotto da Beatrice Bari, la coordinatrice tecnica.
Il rumore dei passi incerti sui sassi, il vociare dei partecipanti, la brezza mattutina, il cielo striato dai mille colori e un concerto improvvisato di alcuni uccelli sopra di noi segna l’inizio di questa mattina.
La prima salita nel fitto bosco mi sveglia totalmente mentre tento di scambiare qualche frase di senso compiuto con le mie compagne di trekking.
Il percorso tortuoso e il saliscendi del territorio ci mette subito a dura prova.
Al primo crocevia ci fermiamo per qualche minuto per ricompattare il gruppo e per riprendere fiato, poi, non lontano, ecco la prima tappa prevista.
L’area chiamata Pian Tondo si presenta come un palcoscenico, un terrazzamento di forma tondeggiante che si affaccia su interminabili filari di uva e delle piantagioni di olivi che custodiscono il ricordo di un insediamento etrusco.
Il luogo, in tempi recenti, è stato oggetto di studi e di scavi che hanno portato alla luce molti reperti, tra i quali, di particolare interesse, alcune decorazioni architettoniche di una residenza aristocratica, restaurati ed esposti nei musei di Siena, di Asciano e di Castellina in Chianti.
In basso, tra il verde delle viti, si intravede una porzione di un’antichissima fornace; mentre, alle nostre spalle, dei recenti scavi archeologici ci suggeriscono che le indagini sull’area proseguono e che, nel futuro prossimo, verranno restituite alla comunità straordinarie testimonianze della storia del nostro territorio.
Lascio a malicuore l’incantevole panorama di Pian Tondo con i suoi Etruschi e proseguo con il gruppo verso la successiva tappa.
La salita e il percorso tortuoso ora sono impegnativi, mentre il sole delle 9:00, già alto, seppure timido, riscalda il nostro cammino.
Improvvisamente, tra un groviglio di alberi e una rigogliosa vegetazione, si apre ai nostri occhi un’altro panorama ricco di poggi arrotondati, antichi casolari incastonati nel verde e una sequenza infinita di alti cipressi.
Al centro, da solo a vegliare il territorio, si erge, con le sue torri merlate e le sue possenti mura di colore “terra di Siena bruciata”, il Castello di Brolio.
Ma è la seconda tappa che ci sorprende e ci ospita per una breve pausa: Cetamura.
Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, un borgo che possiede ancora le tracce di un fiero passato come la presenza di un’antichissimo pozzo e di un arco di origine medievale che si affaccia sulla campagna senese.
Ecco laggiù il Borgo San Felice, sullo sfondo si intravede Siena, e ancora tanti piccoli Comuni adagiati nel cuore del Chianti e che da Cetamura si possono ben distinguere da lontano grazie alla sua posizione privilegiata.
Altra posizione privilegiata è quella della nostra terza tappa del percorso: Scandelaia.
Arroccata su un alto poggio, la grande costruzione di antiche origini domina il Chianti, la terra del Gallo Nero.
Ora destinata al turismo, la struttura nell’Ottocento era suddivisa in due grandi poderi (Scandelaia Bassa e Alta) ed era costituita da 17 case.
La tradizione orale racconta che il nome Scandelaia derivi dalle coltivazioni del grano Scadella presente in grande quantità nella zona, ma la sua più antica storia si intuisce osservando l’ alta torre di avvistamento di origine medioevale e i resti di mura datati tra il XVI e il XVII secolo.
Attorno alla grande costruzione, un’infinita e variegata tipologia di piante da fiore; mentre, una miriade di vialetti ordinati e il saliscendi del terreno ci conducono su un viale di cipressi che accompagna la nostra discesa verso Villa a Sesta dove la “colazione contadina” prevista per le 10:30 ci sta già aspettando.
L’ultimo chilometro desta però un pò di preoccupazione: alle nostre spalle il cielo, gonfio di nuvole nere, non lascia spazio all’immaginazione. La temperatura si sta abbassando mentre un leggero vento fresco ci avverte che il meteo è decisamente cambiato.
Entriamo in tutta fretta nella sala del Circolo di Villa a Sesta trovando la tavola già imbandita mentre alcuni soci del GEB ci accolgono con allegria e l’amicizia di sempre.
In fondo alla sala decine di vassoi ricchi di prodotti del territorio:
Pici all’aglione della Valdichiana, porchetta artigianale di Monte San Savino, acciughe sotto pesto al prezzemolo, Pecorini della zona, solo per citarne alcuni.
Un improvviso tuono annuncia una fredda folata di vento che con tutta la sua forza spalanca una finestra della sala.
Ormai, siamo tutti seduti intenti a degustare, nella consueta convivialità, le prelibatezze della “colazione contadina”… che il temporale abbia inizio!


