La FIE e i suoi tedofori

Le Olimpiadi – o, meglio, i Giochi Olimpici e Paralimpici – sono l’evento sportivo per eccellenza, e non solo perché si svolgono ogni quattro anni. Rappresentano la meta d’eccellenza per ogni atleta di tutte le discipline ammesse e possono decretare fama imperitura per i grandi dello sport.

I Giochi, inoltre, sono accompagnati da un rituale e da una serie di manifestazioni collaterali molto articolate e di ampissimo respiro. Ci riferiamo soprattutto al viaggio della Fiamma Olimpica. Fin dalle prime edizioni nell’antica Grecia, a quanto ci è dato modo sapere, veniva acceso un braciere la cui fiamma, tenuta in vita per tutta la durata delle competizioni, sanciva la tregua olimpica, il periodo in cui le città stato del Peloponneso smettevano di farsi la guerra e si affrontavano, mediante i loro campioni, nella tenzone sportiva. Nel 1896, con la ripresa dei Giochi in era moderna, il barone francese De Coubertin volle rinnovare questa tradizione e da allora il braciere illumina ogni edizione.

La Fiamma Olimpica è un simbolo di pace, ed è dall’edizione estiva di Berlino 1936 che è stata istituita la tradizione di portarla alla sede dei Giochi mediante una staffetta. Per questa edizione invernale che, lo ricordiamo, si svolgerà a Milano e Cortina d’Ampezzo dal 6 al 22 febbraio 2026 (e qualche anticipazione con le prove di alcune specialità e le qualificazioni in alcune competizioni anche nelle giornate del 4 e del 5 febbraio), la staffetta della Torcia Olimpica ha attraversato tutta l’Italia, proveniente dalla Grecia, toccando tutte le regioni e coinvolgendo per il suo trasporto migliaia di sportivi e non. Un viaggio lunghissimo, iniziato con la Cerimonia di accensione nel bosco sacro dell’antica Olimpia il 26 novembre 2025, che si concluderà fra pochi giorni a Milano, il 5 febbraio 2026, il giorno prima della Cerimonia di apertura dei Giochi. È comunque possibile visionare l’intero percorso nella pagina dedicata del sito olympics.com

Anche la FIE è stata rappresentata in questa lunghissima staffetta con  – a quanto a oggi ci è dato sapere – tre rappresentanti: in Liguria la plurimedagliata in competizioni internazionali e istruttrice federale di marcia acquatica® Lorena Rasolo (Circolo Nautico al Mare), e in Veneto la vicepresidente del Comitato Regionale e giudice di sci Susi Vezzaro (Gruppo Amici Montagna Piazzola Brenta) e Gabriele Mandelli, figlio del presidente della FIE Massimo Mandelli (GEB, Gruppo Escursionisti Briviesi). Ognuno di loro ci ha voluto descrivere l’emozione unica lasciata dalla partecipazione a questo evento. Andando in ordine cronologico di tappa, iniziamo con Lorena Rasolo, con un video postato su Instagram, per passare a Susi Vezzaro (che racconta la sua emozione attraverso la penna di un altrettanto emozionato Ivo Calegari, presidente del Comitato Regionale Veneto della FIE) e Gabriele Mandelli i quali hanno preferito affidare il loro contributo alla scrittura.  Naturalmente, saremo ben lieti di ospitare il racconto di altre esperienze in questo ambito da parte di altri tesserati della FIE.

Lorena Rasolo

Susi Vezzaro

Olimpiadi Milano Cortina 2026. La FIE c’è!

Il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è molto più di un rito sportivo: è una sorta di avventura che entusiasma e crea attesa per l’arrivo dei Giochi olimpici invernali nel nostro Paese. Il viaggio è iniziato da tempo, ancora il 26 novembre 2025 a Olimpia con l’accensione del tradizionale fuoco, arrivato poi in Italia, a Roma, il 4 dicembre, da dove, due giorni dopo è ripartito per il suo giro attraverso l’Italia.  L’arrivo è previsto puntualmente a Milano per il 5 febbraio, dove il giorno successivo, il 6 febbraio, si procederà all’accensione del braciere olimpico segnando così l’inizio ufficiale della XXV edizione dei giochi olimpici invernali.

Dal 18 gennaio le fiaccola olimpica sta girando per le strade, le città e i paesi del Veneto. Portata in staffetta da personalità pubbliche, atleti e semplici cittadini, ovunque accolta e accompagnata dall’entusiasmo della gente che si ferma lungo le strade per incitare e applaudire i tedofori che a passo sostenuto o di corsa tengono alta la torcia, orgogliosi del loro compito e consapevoli del valore che esso rappresenta in un evento tanto grande e coinvolgente.

Anche la FIE è presente nelle tappe venete ed è toccato a Susi Vezzaro, cronometrista e giudice di gara fin dalla giovane età e ora Commissario Tecnico Regionale FIE per lo sci, partecipare come tedofora il 20 gennaio nello stage di Legnago della 44^ tappa a dare il cambio lungo l’Adige alla tedofora che la precedeva. Presa in consegna e alzata in alto la fiaccola, con passo cadenzato e regolare ha percorso alcune centinaia di metri lungo le vie cittadine, tra gli applausi dei tantissimi presenti fra i quali spiccavano numerose scolaresche.

A seguirla e a sostenerla da vicino non potevano mancare il marito, l’adorabile figlioletta e alcuni amici del Comitato Veneto FIE, che con lei hanno condiviso pochi, ma intensi attimi di festa e di… “emozione allo stato puro!”  Queste e poche altre parole sussurrate a bassa voce fra un groppo di commozione e una lacrima trattenuta, e raccolte da chi gli stava vicino!

 “Un onore immenso e un’emozione fortissima l’aver portato la fiaccola olimpica!!!”

L’allegra compagnia dei tedofori

Ha poi aggiunto Susi “Che conclude un percorso iniziato con il voler nuovamente esserci all’evento sportivo in assoluto più importante! In una notte insonne di maggio ho inserito i miei dati nel sito di uno sponsor dei giochi. Due i pilastri che hanno sorretto la mia candidatura: il primo aver già partecipato, come volontaria, ai giochi di Torino 2006, un’esperienza che mi ha permesso di vivere momenti di condivisione, collaborazione e spirito di squadra in un contesto internazionale. Il secondo far parte della Federazione Italiana Escursionismo, dove coordino, per il Veneto un circuito di gare amatoriali di sci che coinvolge bambini dai 6 anni fino agli over 80, promuovendo valori di condivisione, uguaglianza e partecipazione. E poi… l’attesa. Il 25 agosto, arriva la mail: “Susi, sei pronta ad entrare nella storia dei Giochi? Congratulazioni! Sei stata scelta come tedoforo del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026!!!” Felicemente commossa confermo la mia disponibilità. Il giorno da Tedoforo è stato speciale, grande energia sprigionata con il gruppo dei tedofori. Al punto d’incontro un’accoglienza bellissima e ricca di eventi. Mi sono sentita proprio nella dimensione di condivisione, partecipazione e uguaglianza e questo mi ha riempito di orgoglio. L’immagine più bella? Gli occhi gioiosi dei bambini al nostro passaggio. L’immagine più forte? Quando la tedofora che mi precedeva ha “baciato” la mia fiaccola passandomi ufficialmente la fiamma olimpica. La mia famiglia e i miei amici facevano il tifo per me, super! Il tempo è volato come una piuma leggera, resterà un’esperienza da portare nel cuore per sempre!!!”

E poi, lasciata andare la torcia per il suo percorso olimpico con la lunga staffetta di tedofori sgranati in attesa lungo la strada, al momento del ritorno, ancora con la candida divisa addosso, camminando fra l’infinità delle persone presenti e un grumo di scolaretti festanti con i gadget in mano, ne senti uno che ti indica e grida: “maestraaa! Guardi la tedofora è ancora qui con noi!” Ilarità generale e cominci forse adesso a renderti conto che sei entrata nella storia!

Gabriele Mandelli

Essere Tedoforo

Essere Tedoforo, è stata una di quelle esperienze da “una volta nella vita”. Un gesto semplice, “ti ritieni in grado di portare una torcia di circa 1,5 kg per circa 300 metri?”, così c’era scritto sul modulo della candidatura per diventare tedoforo. Alla fine, si tratta di un oggetto fisicamente leggero e dal design semplice ma intriso di un significato più pesante di una montagna.

Portare la fiaccola è stato un onore e motivo di orgoglio del me. In quel momento quando hai la fiaccola nelle mani, diventi il custode del simbolo olimpico e quindi l’ambasciatore dei valori delle olimpiadi. Non ho realizzato subito questa cosa, il mio primo pensiero quando ho guardato il fuoco scaturirne dalla cima è stato che mi era stata data la possibilità di lasciare un segno, seppur piccolo, nella storia. In quel momento ero parte di un’idea che mi stava portando a rappresentare il mio paese davanti a tutto il mondo, una piccola azione che unita a molte altre analoghe ci avrebbe portato a raggiungere un grande risultato simbolico, portare il fuoco olimpico da Olimpia a Milano facendolo vedere a tutta l’Italia.  

Durante la presentazione dello svolgimento della manifestazione e del funzionamento della fiaccola, da parte dello staff di volontari di Milano Cortina 2026, ci sono stati elencati i valori dei tedofori: passione, talento, energia e rispetto. Proprio gli ultimi due sono quelli ai quali mi sono trovato più affine.

L’energia è importante, non solo quella fisica per alimentare il corpo ma anche quella mentale per perseguire una strada e raggiungere un obbiettivo. In un gruppo l’energia di un singolo può contagiare tutti per raggiungere un obbiettivo comune. Il rispetto credo sia il valore fondamentale, non solo negli sport competitivi dove, a mio parere, non c’è vittoria senza il rispetto dell’avversario. Ma anche negli sport “non competitivi”, il rispetto e la cura dell’ambiente dove pratichi il tuo sport come le montagne, i laghi i boschi e il mare, ti rendono fiero custode di essi e Tu che pratichi il tuo sport preferito in quel luogo hai il dovere di preservarlo per te e per tutti gli altri che condividono la tua stessa passione.

In conclusione, durante il trasporto della fiaccola sei avvolto da mille pensieri e emozioni, anche contrastanti tra di loro. Non hai il tempo per pensare a discorsi filosofici e di spessore morale, nel momento in cui stringi tra le mani quell’oggetto sei spinto solo dal desiderio di proteggerlo e di muoverti in avanti, camminare, trasportare quel simbolo più lontano di dove lo hai preso e lasciarlo nelle mani di qualcuno che lo porterà più lontano ancora. Assicurarti che quel fuoco completi il suo viaggio in mezzo alla gente e sia di ispirazione, in un modo in un altro, per chiunque lo veda. 

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