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L’Accompagnamento per disabili in FIE: corso di specializzazione per AE/AEN. Una prima valutazione

Recentemente si è conclusa la prima edizione di un nuovo corso in casa FIE. Ci riferiamo al Corso di specializzazione per l’accompagnamento di persone con disabilità, dedicato agli AE e AEN.

Al termine di una esperienza, specie se innovativa, è giusto e doveroso fare una accurata valutazione dei risultati. Quello che segue è il resoconto che il Commissario Tecnico A.E., Ugo Stocco, ci ha inviato.


In FIE da molti anni numerose associazioni e accompagnatori hanno svolto e svolgono attività di accompagnamento con persone affette da vari tipi di disabilità.

Con l’istituzione di un nuovo corso di specializzazione per AE/AEN per l’accompagnamento a persone con disabilità abbiamo voluto colmare una mancanza ampliando tale esperienza a nuovi Accompagnatori/Associazioni e formalizzando e valorizzando queste ampie e diffuse competenze ed esperienze pregresse.

In questo articolo riportiamo l’esperienza del primo corso di specializzazione per Accompagnatori AE/AE svolto con 4 lezioni in modalità on-line nel mese di novembre 2021.

Nella prima parte esporremo gli aspetti più specificatamente relativi al corso (dalla progettazione, alla gestione ed erogazione del corso per arrivare all’analisi dei risultati), mentre nella seconda parte metteremo in evidenza le esperienze vissute dai discenti e dai progettisti con le opinioni raccolte in riunioni on-line ed in presenza.

La fase di progettazione è stata eseguita con competenza, professionalità ed estrema attenzione ai dettagli. È stato creato un Gruppo di Lavoro ad hoc composto da 14 persone con vari incarichi all’interno del mondo FIE.

In totale si sono svolte 19 riunioni on line su vari aspetti:

  1. rilevazione dei possibili bisogni formativi, incrociandoli con le competenze/esperienze in essere interne/esterne del mondo FIE;
  2. contatti da parte del Gruppo di Lavoro con i testimonial, gli esperti, gli Accompagnatori, i Presidenti di Comitato Regionale e di Associazioni;
  3. incontri con i singoli docenti prescelti per preparare gli interventi (contenuto, tempi e modalità di presentazione, sinergie tra docenti, ecc.);
  4. riunioni del Gruppo di Lavoro per analizzare l’avanzamento del corso (valutazione docenti, coinvolgimento dei partecipanti…);
  5. briefing con i discenti alla conclusione del corso.

Il clima all’interno del Gruppo di Lavoro è stato di grande partecipazione, empatia e coinvolgimento; tale coinvolgimento è stato percepito dai relatori che hanno generato docenze di ottimo livello sia dal punto di vista dei contenuti che delle modalità comunicative e partecipative.

La preparazione delle locandine, del programma di dettaglio e della ricezione/gestione delle candidature è stata molto ben eseguita.

Veniamo alla sostanza del corso.

Hanno partecipato 31 Accompagnatori (AEN, AE e AE in tirocinio) provenienti da 23 associazioni suddivise in 10 regioni a testimonianza di buona penetrazione nel territorio.

Programma e contenuti delle lezioni:

1^ lezione l’esperienza in FIE di Accompagnamento a persone con disabilità: 4 testimoni

Temi trattati: 1) La scelta del percorso adeguato (lunghezza, difficoltà, aspetti pratici quali l’esperienza della condivisione del pasto); 2) l’esperienza e le modalità operative dell’accompagnamento con pazienti psichiatrici; 3) una guida in gamba, storia di un uomo diversamente disabile.

2^ lezione contributo di specialisti: 3 testimoni

Temi trattati: 1) l’inclusione di persone con disabilità varie; caratteristiche e aspetti del paziente psichiatrico per avere un approccio ed atteggiamenti idonei; 2) le esperienze di accompagnamento ad una bimba non vedente dalla nascita;3) linee guida per la preparazione psicologica del gruppo alle uscite.

3^ lezione: testimonianza di 3 genitori  

Temi trattati: Esperienze di vita nella relazione con: 1) un bimbo autistico, 2) un bambino con sindrome di Down, 3) una bimba diabetica.

4^ lezione: testimonianza di 2 specialisti

Temi trattati: 1) Linee guida per la preparazione psicologica del gruppo alle uscite pratiche 2) le responsabilità legali dell’Accompagnamento a persone con disabilità.

Le lezioni hanno avuto una durata di due ore con modalità online (Zoom); si sono svolte in orario serale di mercoledì dalle 20:30 alle 22:30. La partecipazione è stata attiva ed attenta con il supporto di tutor (verifica presenze, gestione domande…).

In questa seconda parte dell’articolo trattiamo gli aspetti qualitativi emersi nel corso, così come “recepiti” dai discenti e dai componenti del Gruppo di Lavoro, senza entrare in ulteriori analisi di dettaglio che esulano dal taglio di un articolo essenzialmente “comunicativo”.

All’inizio è apparsa evidente la necessità di definire il concetto di disabilità; ci siamo accorti della relativa confusione/non conoscenza di tale aspetto. A questo proposito nel riquadro potete leggere la definizione di disabilità fornita dall’OMS.

Definizione di disabilità

Secondo l’OMS si intende per disabilità qualsiasi deficit di capacità funzionali (come conseguenza diretta di una menomazione o come reazione psicologica ad una menomazione), reversibile o irreversibile con conseguente restrizione o incapacità a svolgere determinate attività rispetto a ciò che è considerata la norma. Pertanto, il soggetto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane e spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.

Gli stimoli ed i suggerimenti forniti dai docenti esperti durante le lezioni sono stati numerosi e molto interessanti; riportiamo alcune frasi, giusto per dare una idea dell’arricchimento fornito a tutti i partecipanti:

  • creare un programma di uscite in escursione è una occasione di sviluppo dell’autostima e della sicurezza in sé nei pazienti;
  • le uscite in gruppo privilegiano la dimensione della relazione con gli altri riducendo ed in parte vincendo le proprie solitudini;
  • aver piacere a camminare è importante per tutti ed a maggior ragione per i malati mentali perché, soprattutto per loro agire in uno spazio libero è un modo di esistere;
  • partecipare ad escursioni è un modo per scardinare nei pazienti l’«alleanza con la propria malattia» evitandone le responsabilità; in questo modo ci si apre ai concetti di gioco, libertà, di fare cose all’aria aperta;
  • a fine escursione spesso i pazienti dicevano «ho avuto libertà senza giudizio» perché una delle paure principali nei malati di mente è il giudizio degli altri;
  • parla con la persona e non con la sua disabilità;
  • per avvicinarsi ad un paziente psichiatrico dobbiamo conoscere il nostro stato emotivo e gestirlo: dobbiamo ascoltare con rispetto e curiosità per entrare in sintonia e dobbiamo osservare il suo para-verbale e non verbale. 

Gli interventi degli AE/AEN hanno portato numerose testimonianze e modalità operative (soprattutto da parte dei Comitati Regionali Liguria, Piemonte e Toscana).

A fine corso abbiamo consegnato ai partecipanti alcune dispense frutto di anni di attività e di esperienze. È significativa la generosità da parte di tutti nel condividere quanto in loro possesso; è un punto di partenza importante per immaginare un seguito ancora più condiviso, che ingloberà anche le nuove esperienze che si svilupperanno anche nei territori con minore esperienza.

D’altra parte, questo è uno dei segreti del miglioramento continuo in una commistione e contaminazione tra esperti e neofiti, tra il saper fare e l’entusiasmo, tra la tradizione e l’innovazione.

I commenti dei corsisti nel briefing di fine corso hanno avuto come base comune un altissimo gradimento del corso, un piacere nell’ascoltare le esperienze altrui, nel vivere i racconti e le testimonianze dei genitori ed esperti.

I corsisti con esperienze pregresse hanno comunque apprezzato moltissimo il corso che “ha aperto ulteriormente le proprie prospettive e ha motivato ancora di più a proseguire. Grazie per avermi dato questa possibilità“.

Anche i corsisti neofiti hanno apprezzato l’apertura di visione ricevuta – “mi si è aperto un mondo” -, l’aver capito che occorre essere d’aiuto senza falsa pietà e compassione e l’importanza di ascoltare mettendosi alla pari con la disabilità.

È stata importante “la formazione necessaria per promuovere il cambiamento personale nell’ambito di queste attività escursionistiche, nell’atteggiamento e nel comportamento collettivo del gruppo“.

Anche i partecipanti al Gruppo di Lavoro di progettazione hanno rimarcato molti aspetti già indicati dai corsisti, ma vorrei aggiungere un paio di aspetti di metodologia formativa.

Il lavoro di squadra per condividere le tematiche da trattare nelle varie serate, l’estrema attenzione nel coinvolgere i docenti, l’avanzamento del gruppo nelle varie serate porta una esperienza, a mio avviso da promuovere e replicare in altri ambiti FIE.

Abbiamo capito che lavorare in gruppo è sicuramente più efficace che lavorare da soli, ma questo successo è avvenuto per due aspetti:

  • il mettersi a disposizione con umiltà e voglia di partecipare da parte di tutti;
  • la professionalità e la determinazione nella conduzione ed il coordinamento del Gruppo di Lavoro, la gestione delle lezioni e del corso svolti da Laura Caviglia; Laura ha avuto gli apprezzamenti da parte di tutti, discenti e partecipanti al Gruppo di Lavoro, ma non poteva essere altrimenti… complimenti dovuti.

Prima di chiudere vorrei ringraziare tutti i partecipanti al Gruppo di Lavoro e i docenti esterni/interni alla FIE. L’elenco sarebbe lungo, ma il successo del corso è stato merito loro. Grazie.

Ultimissima considerazione. A conclusione del corso e su richiesta dei partecipanti abbiamo deciso di incontrarci (discenti, docenti, partecipanti al Gruppo di Lavoro) il 3 e 4 aprile in Chianti. È stato un bellissimo evento di conoscenza reciproca che ha costruito legami e ponti. La consegna degli attestati da parte del Presidente Mimmo Pandolfo è stata la ciliegina sulla torta.

Dal 10 maggio inizierà il 2° corso di specializzazione per AE/AEN nell’accompagnamento di persone con disabilità.

C’è entusiasmo e voglia di fare nell’aria.

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