Tavola rotonda con le Istituzioni e le Associazioni
Lunedì 26 gennaio 2025 AMODO ha presentato il suo position paper sui Borghi e le Aree Interne. Un tema caro a AMODO che proprio quest’anno, con la presentazione del Piano Nazionale Sviluppo Aree Interne ha visto un acceso dibattito. La tavola rotonda con i rappresentanti delle istituzioni maggiormente impegnate sulle Aree Interne e con le associazioni dell’Alleanza che hanno redatto il documento si è svolta a partire dalle ore 10.30 presso la Sala Matteotti in Piazza del Parlamento 19 a Roma. Per la FIE è intervenuto Massimiliano Bianchi, membro della Giunta Federale.
Programma
- Ore 10.30 Accoglienza
- Ore 10.45 Avvio lavori
Giuseppe Roma, Vicepresidente nazionale TCI - Presentazione Position Paper AMODO
Francesco Marinelli, Coordinatore GdL AMODO, Referente Borghi Autentici d’Italia
Giulio Senes, Presidente Associazione Europea Greenways e Università degli Studi di Milano - Ore 11.45 Tavola Rotonda
Modera: Anna Donati, portavoce AMODO e Responsabile Mobilità Kyoto Club>
On. Angelo Bonelli, Segretario Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici
On. Andrea Casu, Vicepresidente Commissione Trasporti
On. Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione
On. Roberto Traversi, Membro Commissione Trasporti
Paola Firmi, Presidente Rete Ferroviaria Italiana
Antonella Galdi, responsabile mobilità sostenibile e TPL ANCI
Luigi Fasciani, Vicepresidente nazionale UNCEM
Andrea Ferrazzi, Responsabile Affari istituzionali ASviS
Enrico Della Torre, Direttore generale Vivi Appennino - Ore 13.15 Interventi e dibattito
Massimiliano Bianchi, Membro Giunta nazionale FIE
Massimo Ferrari, Presidente UTP AssoUtenti
Luca Ministrini, Presidente La Spoleto Norcia in MTB - Conclusioni
Rosanna Mazzia, Presidente Borghi Autentici d’Italia
Il documento
La visione si basa sui dati raccolti nell’Atlante della Mobilità Dolce, realizzato con RFI: una mappa delle reti di mobilità sostenibile che studia i potenziali territoriali (sia in riferimento alla popolazione residente che ai turisti) per individuare i nodi intermodali su cui puntare per ottimizzare gli investimenti. Uno strumento che AMODO e RFI mettono a disposizione dei decisori politici per sostenere e rendere più efficaci gli interventi.
Assicurare accesso al trasporto ferroviario è fondamentale. AMODO propone di riaprire oltre 1200 km di ferrovie sospese, riattivando dove possibile il servizio passeggeri e in alternativa proponendo ferrovie turistiche. Le stazioni possono diventare punti di accoglienza e interscambio, veri e propri hub per chi vuole muoversi nel territorio.
Recuperare e valorizzare la rete sentieristica italiana significa collegare i borghi tra loro e con le città, favorire il turismo lento e stimolare economie locali che possono migliorare i servizi. Lo stesso dicasi per le greenways, che trasformano vecchie ferrovie ormai irrecuperabili in percorsi ciclabili e pedonali che attirano un turismo sportivo in crescita costante.
Nel 2023 l’Italia ha registrato 447 milioni di presenze turistiche, superando i livelli pre-pandemia. Le aree interne ospitano il 44% dell’offerta ricettiva e il 36% delle presenze. Il cicloturismo, da solo, genera un impatto economico tra 4,7 e 7,6 miliardi di euro l’anno. La mobilità dolce facilità la destagionalizzazione del turismo e mitiga la concentrazione di masse di visitatori su pochi grandi attrattori in affanno, distribuendoli in maniera più uniforme sul territorio nazionale.
La mobilità dolce deve essere anche accessibile a tutti. AMODO promuove sentieri per persone con disabilità, come il progetto “Camminiamo Tutti Insieme” e i percorsi LH nel Lazio. Parchi e aree protette devono diventare luoghi aperti a tutti, senza barriere.
AMODO propone quindi le seguenti azioni: l’adozione di piani regionali integrati per la mobilità sostenibile; investimenti in ciclovie, greenways e ferrovie locali per stimolare le economie locali; educazione alla mobilità dolce nelle scuole per promuovere nuovi stili di viaggio; servizi innovativi come minibus a chiamata e carpooling locale per rispondere ai bisogni di mobilità dei cittadini nelle aree a bassa intensità di servizi.
In merito al recente PSNAI, l’Alleanza è preoccupata che vaste aree del Paese siano classificate a spopolamento, declino e invecchiamento irreversibile”, di fatto cristallizzando e aggravando le disparità territoriali e, di conseguenza, le disuguaglianze sociali che pesano su comuni collocati quasi totalmente nel Sud della Penisola, dai monti Sibillini in giù, per tutta la fascia appenninica, fino alla Sicilia e alla Sardegna. Pur ribadendo l’importanza di Sanità, Scuola e Mobilità, è proprio sui servizi essenziali che il Piano manca di incisività perché non introduce misure strutturali come incentivi per medici e docenti nelle aree disagiate, né forme di fiscalità agevolata per attrarre giovani famiglie o imprese, mentre sanità di prossimità e autonomia scolastica restano obiettivi vaghi, non supportati da risorse dedicate. Anche per il rilancio economico, non si propone una strategia industriale per valorizzare il patrimonio produttivo delle aree interne (agricoltura, artigianato, turismo lento) come parimenti mancano un piano nazionale di marketing territoriale, una rete turistica integrata e strumenti di accompagnamento per le imprese locali.
Peraltro, i segnali di inversione del declino non mancano secondo Uncem: il Rapporto Montagne 2025 pubblicato da Rubbettino, parla di un saldo migratorio positivo di circa 60mila persone nel biennio 2022-2023, soprattutto nelle aree montane italiane del Nord e del Centro. Un dato che suggerisce come la montagna continui ad attrarre famiglie, lavoratori e pensionati, in forma temporanea o stabile, soprattutto dove esistono condizioni minime di abitabilità, reti civiche e servizi essenziali. Segnali che vano supportati con interventi e investimenti che non possono essere di medio-breve termine ma improntati ad una visione di ampio respiro in cui la mobilità sostenibile gioca un ruolo di primo piano.
Il resoconto della tavola rotonda
I borghi e le aree interne italiane sono una risorsa per il Paese, fino ad oggi poco valorizzata, che conserva un patrimonio di infrastrutture, di viabilità, di beni culturali e un capitale umano e naturale che vanno messi al centro di politiche e investimenti mirati, affinché si possa invertire la tendenza allo spopolamento e alla marginalizzazione dei cittadini che abitano questi territori e contribuire attraverso uno sviluppo basato sulla sostenibilità alla crescita generale dell’economia italiana.
È quanto è emerso il 26 gennaio al Parlamento, durante la presentazione del position paper “Mobilità dolce e sostenibile per lo sviluppo dei borghi e delle aree interne” dell’Alleanza della Mobilità Dolce – AMODO, nell’ncontro voluto dall’On. Angelo Bonelli, Segretario Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, cui hanno partecipato l’On. Andrea Casu, Vicepresidente Commissione Trasporti, l’On. Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura, Scienza e Istruzione e l’On Roberto Traversi, membro della Commissione Trasporti.
L’Alleanza ha voluto così rilanciare il dibattito nazionale sul futuro delle aree interne italiane, in una fase storica caratterizzata da crisi demografiche, ambientali e sociali profondamente intrecciate. Lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, l’indebolimento dei servizi essenziali e l’acuirsi delle disuguaglianze territoriali pongono interrogativi strutturali sulle politiche finora adottate e sulla capacità del Paese di garantire coesione territoriale e qualità della vita nei territori marginali. In questo quadro, il nuovo Piano Strategico Nazionale per le Aree Interne (PSNAI) richiede una valutazione critica e approfondita.
I rappresentanti di AMODO, coordinati dalla Portavoce di AMODO, Anna Donati, hanno discusso delle politiche da promuovere insieme a Paola Firmi, Presidente Rete Ferroviaria Italiana; Antonella Galdi, responsabile mobilità sostenibile e TPL ANCI; Andrea Ferrazzi, Responsabile Affari istituzionali ASviS; e Enrico Della Torre, Direttore generale Vivi Appennino.
La mobilità dolce e sostenibile è un fattore abilitante per l’esercizio dei diritti fondamentali, per l’accesso ai servizi essenziali e per la possibilità stessa di abitare i territori interni. Un tema centrale dell’analisi riguarda l’accessibilità ai borghi e alle aree interne, con particolare riferimento al nodo dell’“ultimo miglio”. Le evidenze illustrate da Francesco Marinelli, referente Borghi Autentici d’Italia e coordinatore del gruppo di lavoro AMODO e da Giulio Senes, Presidente Associazione Europea Greenways e docente dell’Università degli Studi di Milano, mostrano come una parte significativa dei borghi italiani sia già oggi potenzialmente raggiungibile attraverso la combinazione tra trasporto ferroviario e mobilità attiva. L’esperienza dell’Atlante della Mobilità Dolce, un supporto alle politiche pubbliche promosso da AMDO e RFI, mette in relazione la rete ferroviaria attiva, i borghi e le principali infrastrutture della mobilità dolce – cammini, ciclovie, greenways e sentieri – restituendo una lettura integrata delle opportunità di accessibilità e intermodalità. L’Atlante viene assunto come base conoscitiva per orientare la programmazione degli investimenti e superare interventi frammentari e settoriali. In questa prospettiva, le stazioni ferroviarie possono svolgere un ruolo strategico come hub di accessibilità, interscambio e servizi, rafforzando l’intermodalità e riducendo la dipendenza dall’automobile privata.
Non sono mancati i contributi delle associazioni di AMODO su quanto viene fatto sui territori, come hanno riferito Massimiliano Bianchi, della FIE, Massimo Ferrari di UTP AssoUtenti e Luca Ministrini de La Spoleto Norcia in MTB. Esempi di interventi innovativi e concreti che impattano positivamente sulle economie di territori considerati marginali ma che, se supportati con investimenti mirati, dimostrano resilienza.
Uno degli elementi più problematici del nuovo PSNAI è l’introduzione del concetto di “spopolamento irreversibile” per una parte dei territori interni. L’adozione di categorie interpretative che presuppongono l’irreversibilità del declino rischia di tradursi in una gestione passiva delle disuguaglianze territoriali, fondata su indicatori e modelli di sviluppo che hanno storicamente penalizzato le aree interne, senza cogliere i segnali di una timida inversione di tendenza dove permangono condizioni minime di accessibilità. In questo senso, il PSNAI appare debole sul piano operativo: pur richiamando ambiti fondamentali come sanità, scuola e mobilità, fatica a tradurre tali priorità in misure strutturali, risorse dedicate e strumenti capaci di incidere sulle cause profonde della marginalizzazione.
Un ulteriore asse di riflessione riguarda il rapporto tra mobilità dolce e turismo. Le aree interne svolgono già oggi un ruolo rilevante nel sistema turistico nazionale, sia in termini di offerta ricettiva sia di occupazione. Il turismo lento, di prossimità e open air rappresenta una tendenza strutturale in crescita, che viene collocato all’interno di una strategia più ampia di politiche integrate di sviluppo locale. Senza, però, fare del turismo l’unico asse di sviluppo di questi territori e ricordando che investimenti a pioggia hanno dimostrato già da tempo di essere del tutto inefficaci, come spiegato nelle conclusioni della Presidente di Borghi Autentici d’Italia, Rosanna Mazzia.
Ecco le proposte di interventi elaborati dalle associazioni AMODO, articolate lungo alcuni assi prioritari:
- Riconoscere la mobilità come infrastruttura di cittadinanza, assumendola come condizione abilitante per l’accesso ai diritti fondamentali e integrandola stabilmente nelle politiche per le aree interne.
- Rafforzare il ruolo delle ferrovie locali e turistiche, attraverso il potenziamento e la riapertura delle linee, e valorizzando le stazioni come nodi di accessibilità, accoglienza e interscambio con la mobilità dolce.
- Affrontare in modo strutturale il nodo dell’ultimo miglio, promuovendo soluzioni flessibili, territorializzate e integrate (mobilità condivisa, servizi a domanda, connessioni dolci), costruite a partire dai bisogni reali delle comunità locali.
- Costruire e manutenere reti integrate di mobilità dolce, connettendo ciclovie, cammini, sentieri e greenways ai borghi e ai servizi essenziali, e recuperando le infrastrutture storiche della mobilità come parte della vita quotidiana dei territori.
- Utilizzare l’Atlante della Mobilità Dolce come strumento di policy, orientando la programmazione degli investimenti pubblici sulla base dell’evidenza territoriale e favorendo una pianificazione intermodale coerente e non frammentaria.
- Integrare mobilità dolce e turismo in una strategia di sviluppo locale equilibrato, capace di migliorare la qualità della vita dei residenti, sostenere le economie locali e prevenire modelli estrattivi e fenomeni di overtourism.
- Garantire accessibilità e inclusione, progettando infrastrutture e servizi di mobilità dolce fruibili anche da persone con bisogni specifici e superando le barriere fisiche, informative e culturali.
- Rafforzare il ruolo delle comunità locali, promuovendo governance partecipative, sperimentazioni dal basso e valorizzando il sapere territoriale nei processi decisionali.
- Avviare una revisione pubblica e partecipata della Strategia Nazionale per le Aree Interne, superando una logica di gestione passiva del declino e orientando le politiche alla rigenerazione territoriale e alla riduzione delle disuguaglianze.
[Fonte: mobilitadolce.net]


