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La nona tappa di Lorenzo Schia sul Sentiero Europeo E7: cronaca di una giornata emozionante

La nona giornata di Lorenzo Schia sul Sentiero Europeo E7, domenica 11 settembre 2022, si apre con un tempo meraviglioso.

Come affermato da lui stesso, il runner si trova nel pieno di territori ricchissimi di storia della Prima Guerra Mondiale e, in questa tappa, che parte dalla zona del Monte Grappa, arriverà sull’Altipiano dei Sette Comuni (noto anche impropriamente come Altipiano di Asiago).

Ma passiamo, come di consueto, alle sue stesse parole, prima di procedere con la mappa della posizione raggiunta, con altri due brevi video e con qualche fotografia.

Oggi considerando la domenica avrei pensato di mettermi su di una tappa più tranquilla, ma a quanto pare mi sbagliavo!

Sono partito dal rifugio Scarpon, appena sotto al monte Grappa, per poi arrivare al paese di Foza, nel versante opposto della valle. Mi metto in cammino, sono ancora nella zona sacra e incontro subito una serie di monumenti legati all’accaduto di quella prima guerra mondiale.

Mi dirigo verso valle, ad un certo punto vedo un edificio e sul prato sotto le piante diversi tavoli apparecchiati con persone in chiacchiera. Timidamente mi avvicino e chiedo scusa per la mia intrusione alle prime persone che incontro: pensavo di essere capitato in una sorta di festa in baita, mi giro e noto che le persone erano troppe per essere una festa tra amici. Ero arrivato al rifugio Alpe Madre.

Mi fermo per dissetarmi e i gestori, incuriositi dalla maglia che indosso, iniziano a farmi domande. Mentre racconto la mia esperienza su questo percorso, si avvicinano altre persone incuriosite e le domande aumentano, l’accoglienza è speciale e sembrava quasi che quelle persone fossero lì per me ad aspettarmi. A questo punto ho capito che da lì non sarei ripartito se non dopo la pausa pranzo.

Arriva l’ora della partenza e dopo un saluto inizio la discesa verso il fiume Brenta. Attraverso il ponte sul Brenta e lo sguardo si fissa sulla montagna che scende a picco sulla sponda del fiume.

Inizio ad Immaginare che da lì dovevo salire e subito dopo incontro un cartello che riporta una scritta “Cala’ del Sasso 4444 scalini”, ecco ci siamo!. Sembrava la salita più lunga e interminabile di questa esperienza, il ritmo dettato dagli scalini è pressante e il dislivello si fa sentire. Continuo a salire in questa valle all’interno del bosco e vedo in lontananza una sorta ti arco, come fosse il traguardo di una gara, esco dal bosco buio e mi ritrovo in un parco illuminato dalla luce del sole, sembrava essere in una fiaba.

Mi sono seduto su di in una delle panchine per recuperare alcune energie e godermi il momento perché, da lì a poco sarebbe finito, altri km mi aspettavano per terminare questa magnifica tappa.

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